Green Oleo accelera sulla cosmetica e rafforza la propria strategia di integrazione a valle con l’acquisizione del ramo cosmetico di Kialab. Un’operazione che porta in dote competenze di formulazione e il brevetto Sugarderm, ingrediente attivo per l’idratazione della pelle. “Ci mancavano competenze interne di formulazione cosmetica e questa acquisizione ci permette di completare la filiera”, spiega l’amministratore delegato Beatrice Buzzella. In un contesto industriale segnato da volatilità energetica e tensioni geopolitiche, la società continua a puntare su ricerca, sostenibilità e diversificazione applicativa. “La nostra chimica è sempre stata green, ben prima del Green Deal: utilizziamo gli scarti dell’industria alimentare per creare nuovi prodotti. È un modello industriale che resta al centro della nostra strategia”.

Quale logica industriale porta all’acquisizione del ramo cosmetico di Kialab?

Eravamo da tempo alla ricerca di una target e abbiamo individuato nel laboratorio Kialab il partner giusto perché dispone di competenze specifiche nella formulazione cosmetica. Si tratta di un laboratorio che da anni sviluppa formulazioni per aziende terze, come shampoo, creme o lozioni, e questo know-how era proprio ciò che mancava all’interno della nostra organizzazione. L’operazione è stata realizzata in due fasi: prima il preliminare e poi il closing. Oggi la società continua a operare come Kialab Srl, mantenendo la propria attività di consulenza verso clienti terzi, ma con Green Oleo come partner industriale di riferimento.

Tra gli asset acquisiti c’è anche un brevetto. Quanto è importante dal punto di vista strategico?

È un elemento molto rilevante. Il brevetto si chiama Sugarderm ed è un principio attivo cosmetico ottenuto da monosaccaridi derivati da biofermentazione. Serve a migliorare l’idratazione della pelle e quindi contribuisce all’elasticità e all’effetto anti-age delle creme. Per noi era importante acquisire non solo competenze di formulazione ma anche attivi cosmetici proprietari. In questo modo possiamo rafforzare la nostra presenza nella filiera della cosmetica, che rappresenta una delle direzioni di sviluppo più importanti per il gruppo.

Qual è il ruolo svolto da ricerca e sviluppo in azienda?

È fondamentale. In passato siamo stati una PMI innovativa proprio grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo. Oggi non lo siamo più semplicemente perché abbiamo superato i limiti dimensionali previsti per questa categoria. In realtà tutta la chimica si fonda sulla ricerca: senza R&D non esiste innovazione di prodotto. Per questo continuiamo a investire molto in questa direzione.

Qual è lo scenario in cui si muove oggi Green Oleo?

Il contesto è piuttosto complesso. Assistiamo a un forte aumento del prezzo del gas, che per noi rappresenta una voce di costo rilevante. A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche e l’aumento dei costi logistici. Detto questo, la domanda rimane buona e abbiamo prospettive positive in termini di ordini. Tuttavia bisogna monitorare attentamente l’evoluzione dei costi energetici perché hanno un impatto immediato sulla competitività delle imprese europee.

Quanto pesa oggi la sostenibilità nella vostra strategia industriale?

Per noi non è una scelta recente. Green Oleo è una realtà green fin dalla sua fondazione. Utilizziamo gli scarti dell’industria alimentare per produrre chimica sostenibile, quindi è nel nostro DNA. Il Green Deal europeo non sempre ha favorito realtà come la nostra. Alcune normative sono state molto ideologiche e poco pragmatiche. Penso ad esempio alla normativa sulla deforestazione, annunciata e poi posticipata più volte, che ha generato effetti distorsivi sul mercato delle materie prime. Questo ha generato molta volatilità nei prezzi delle materie prime. L’olio di palma, che è una commodity indicizzata, traina anche i prezzi di altre materie prime vegetali. Con il rinvio delle normative abbiamo assistito all’arrivo sul mercato europeo di derivati dell’olio di palma a prezzi molto bassi, creando una concorrenza difficile per i produttori europei. Per questo riteniamo importante che l’Europa tuteli maggiormente le proprie imprese industriali, soprattutto quelle che da sempre operano in modo sostenibile.

Green Oleo opera in diversi settori applicativi. Quali sono oggi i principali driver di crescita?

I due comparti su cui puntiamo maggiormente sono la cosmetica e la lubrificazione. Nel caso della lubrificazione produciamo basi lubrificanti di origine vegetale che consentono di realizzare lubrificanti a basso impatto ambientale. Questi prodotti hanno performance tecniche molto elevate, spesso superiori a quelli derivati dal petrolio. Non a caso, per esempio, la Formula 1 utilizza questa tipologia di lubrificanti.