PMInews.it – Simone, storico editore giuridico, annuncia l’evoluzione del proprio modello di business. Attraverso un’avanzata infrastruttura tecnologica proprietaria (Simone LexCore), il patrimonio editoriale del Gruppo si sta trasformando in un dataset giuridico strutturato in grado di alimentare strumenti di Legal AI: Simone si posiziona come fornitore upstream fornendo dataset pronti per il training o la knowledge base di chatbot, assistenti contrattuali, piattaforme di Contract Analysis, Document Review e Legal Research e altri sistemi di IA.

L’’integrazione tra banche dati giuridiche e IA apre opportunità straordinarie quali ricerca semantica avanzata, analisi predittiva, supporto all’interpretazione normativa. Ma l’IA, per sua natura, non “comprende” il diritto e produce risultati distorti, imprecisi o giuridicamente fuorvianti.

È del 20 febbraio 2026 la sentenza del Tribunale di Siracusa secondo cui l’utilizzazione acritica di tali strumenti, senza la doverosa verifica dell’attendibilità degli output mediante consultazione delle fonti primarie (banche dati giuridiche, repertori ufficiali, CED della Corte di Cassazione), integra gli estremi della colpa grave e giustifica l’applicazione della sanzione ex art. 96, co. 3, C.p.c.

Ne consegue che la solidità delle analisi, delle previsioni e delle elaborazioni automatizzate dipende in modo diretto dalla qualità delle fonti giuridiche utilizzate: in questo contesto, contenuti giuridici validati rappresentano un presupposto imprescindibile per un utilizzo responsabile e scientificamente fondato dell’IA nel settore legale.

Il dataset giuridico strutturato del Gruppo rappresenta un patrimonio informativo di grande valore strategico: per le sue caratteristiche di qualità, organizzazione e arricchimento semantico, costituisce una risorsa “AI-ready” particolarmente adatta all’addestramento, alla validazione e al funzionamento di applicazioni di Legal AI. Il dataset può essere impiegato da diverse tipologie di sistemi software: dalle AI generative, che necessitano di fonti giuridiche affidabili per la produzione assistita di testi (come bozze contrattuali, sintesi giuridiche o memorie), fino agli strumenti di Contract Analysis, Document Review e Legal Research, che permettono di estrarre, filtrare e analizzare informazioni da grandi quantità di documenti giuridici.

Esso si distingue per un rigoroso processo di validazione giuridica dei contenuti che, attraverso vari livelli di controllo, assicura: accuratezza normativa, mediante il controllo delle fonti primarie e secondarie; aggiornamento costante, fondamentale in un ordinamento in continua evoluzione; coerenza sistematica, che evita errori interpretativi e incongruenze testuali; tracciabilità delle fonti, elemento essenziale per la verifica e la responsabilità scientifica.

Un sapere giuridico affidabile, in grado di garantire un utilizzo conforme ai principi di trasparenza, responsabilità e qualità del dato, oggi centrali anche nel dibattito regolatorio europeo sull’IA. Un asset chiave per l’innovazione nel mercato italiano, con potenziali applicazioni anche in contesti europei che richiedono conoscenza del diritto italiano.

Simone annuncia di aver sottoscritto in data odierna il primo accordo per la concessione in licenza dei propri contenuti giuridici strutturati destinati allo sviluppo di soluzioni basate su IA generativa nel settore legale.

Secondo le stime di Industry Research Biz (Legal AI Software Market Report), il mercato europeo dei software di IA applicata al settore legale ha raggiunto nel 2025 un valore di 157,18 milioni di dollari (circa il 24% del mercato globale). Le previsioni indicano una crescita significativa del settore in Europa, che dovrebbe raggiungere 1,45 miliardi di dollari entro il 2034. Nel contesto europeo, l’Italia rappresenta circa il 13,8% del mercato, con un valore di 21,66 milioni di dollari nel 2025 e una previsione di crescita fino a 200,06 milioni di dollari entro il 2034.

Luca Misso, CEO: “La qualità, la competenza, la verifica umana non sono un costo: sono un confine etico. L’intelligenza artificiale può essere equa e utile solo quando è nutrita da conoscenza certificata e guidata da persone che si assumono il peso delle conseguenze. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale diventa sempre più uno strumento di supporto alle decisioni giuridiche, la validazione del dato non è un dettaglio tecnico, ma una scelta di metodo e di responsabilità. Allo stesso tempo, nell’ambito giuridico, la sola disponibilità del dato non è sufficiente: è fondamentale poter contare su contenuti autoriali qualificati, esplicazioni delle norme e contributi dottrinali che, esprimendo il pensiero scientifico dei giuristi, rendono possibile il vero studio e la piena comprensione della materia giuridica.”