MILANO (PMInews.it) – Euronext Growth Milan si conferma il principale canale di raccolta di capitali per la crescita delle PMI: dal 2009 ad oggi ha accolto 350 società che hanno raccolto in IPO 6,2 miliardi di euro, segno di una evoluzione culturale a favore dell’Equity che sta interessando tutti i settori.

Il 2026 ha registrato, al 10 luglio, 4 IPO per una raccolta (comprensiva di greenshoe ove esercitata), di 36,6 milioni di euro. In particolare, sono approdate sul mercato EGM: Praexidia Industrie Strategiche (segmento professionale), OPT, Alia Mentis, Eti.

EGM ha contribuito alla crescita del mercato regolamentato con 29 società che hanno perfezionato il translisting su EXM/STAR. La capitalizzazione complessiva al translisting era pari a 7,4 miliardi di euro, per una media di 256 milioni di euro, mentre al 10 luglio 2026 le 22 società ancora quotate sul mercato principale capitalizzano complessivamente 30,5 miliardi di euro registrando una performance media dal translisting pari a +247%. EGM ha altresì registrato 53 Offerte Pubbliche di Acquisto (OPA), 57 delisting e 6 fusioni.

Al 10 luglio 2026 le società quotate su Euronext Growth Milan sono 205 per una capitalizzazione complessiva pari a 11,1 miliardi di euro. Il mercato ha registrato un notevole sviluppo a partire dal 2016, grazie all’effetto combinato dei Piani Individuali di Risparmio (PIR) e del credito di imposta sui costi di IPO (CDI): +166% in termini di società quotate rispetto al 2016, +281% in termini di capitalizzazione rispetto al 2016.

Euronext Growth Milan si è evoluto incrementando l’eterogeneità settoriale e territoriale delle PMI. In termini di numero di società quotate: il settore più rappresentato è la Tecnologia con 49 società, pari al 24% (Technology Services, Health Technology, Electronic Technology); le Regioni più rappresentate sono Lombardia (39%), Lazio (10%), Emilia-Romagna (8%), Veneto e Campania (7%). EGM accoglie inoltre 4 società estere (pari al 2%).

Nel 2017-2026 l’operazione di IPO presenta i seguenti dati medi (al netto delle SPAC e di Technoprobe), calcolati su un totale di 230 società: capitalizzazione pari a 33,2 milioni di euro, flottante pari al 25,0%, raccolta pari a 8,1 milioni di euro, con un peso della raccolta in aumento di capitale pari al 93%.

L’indice FTSE Italia Growth ha registrato, al 10 luglio 2026, una performance YTD pari a +8% (+1% per FTSE Italia Small Cap). Nel 2026, 7 settori su 18 hanno registrato performance positive; le migliori sono Utilities (+24%), Transportation (+23%) ed Electronic Technology (+18%). Analizzando la performance settoriale da IPO emerge che hanno performato maggiormente i settori Transportation (+193%), Industrial Services (+164%), ed Electronic Technology (+149%).

Nel periodo gennaio – maggio 2026 il Controvalore Medio Giornaliero si attesta a 63 migliaia di euro (in crescita rispetto al dato medio del 2025, pari a 48 migliaia di euro), mentre i Giorni con Scambi sono pari al 70%, dato superiore alla media del 2025, pari al 68%. Nello stesso periodo il Controvalore Totale è pari a 746 milioni di euro (in linea rispetto al dato 2025 dello stesso quadrimestre, pari a 729 milioni di euro).

Analizzando la distribuzione delle società per numero di equity research emerge che il 47,1% del mercato ha una sola copertura. Analizzando la distribuzione delle società per classi di flottante emerge che il 56% del mercato ha un flottante inferiore o uguale al 30%. Solo il 20% delle società ha un flottante superiore al 50%.

La distribuzione delle società per Controvalore Medio Giornaliero da IPO mostra che il 66% del mercato scambia in media un valore pari o inferiore a 50 migliaia di euro, mentre il 23% scambia un valore compreso tra 50 migliaia di euro e 100 migliaia di euro.

Le prime 3 società EGM per Controvalore Medio Giornaliero da IPO sono: Innovatec, che registra un CMG da IPO pari a 417 migliaia di euro, Redelfi (326 migliaia di euro) e Next Geosolutions Europe (275 migliaia di euro).

Sulla base dei bilanci 2025, le società quotate al 31 maggio 2026 generano un giro d’affari complessivo pari a 10,8 miliardi di euro, +12% rispetto al giro d’affari complessivo generato nel 2024 dalle stesse società (9,7 miliardi di euro).

Analizzando la distribuzione delle Società per classi di fatturato, emerge che il 74% del mercato è composto da aziende con Ricavi inferiori a 50 milioni di euro. Il 14% delle società ha ricavi compresi tra 50 e 100 milioni di euro, mentre l’11% ha ricavi superiori a 100 milioni di euro.

La società quotata su EGM presenta nel 2025 i seguenti dati medi: Ricavi 59,5 milioni di euro, EBITDA 7,0 milioni di euro, EBITDA margin 12%, PFN (cassa) 8,7 milioni di euro.

Nel 2026 si registra un incremento della politica di dividendi in termini di dividendo complessivo e dividend yield: 53 società (26% del totale) distribuiscono un dividendo medio unitario di 0,22 euro per complessivi 142,8 milioni di euro, con un dividend yield medio del 3,1%. Il settore Industrial Services, con una remunerazione totale pari a 31,5 milioni di euro, è al primo posto per importo distribuito, seguito dai settori Commercial Services e Finance che distribuiscono dividendi per complessivi 15,7 milioni di euro.

Sulla base dei bilanci 2025, le società quotate al 31 maggio 2026 occupano complessivamente 28.596 dipendenti, +10% rispetto ai 26.067 dipendenti occupati dalle stesse società nel 2024. La crescita media è pari a +34%.

I settori che occupano il maggior numero di risorse sono: Industrial Services (427), Consumer non-Durables (297), Distribution Services (280).

Le PMI Innovative quotate su EGM sono 61 (30% del totale): esse rappresentano una capitalizzazione complessiva pari a 1.983 milioni di euro (19% del totale) e un giro d’affari complessivo pari a 1.095 milioni di euro (10%).

Presentano i seguenti dati medi al 31 maggio 2026: Capitalizzazione pari a 32,5 milioni di euro, Performance da IPO pari a +30%, Ricavi 2025 pari a 18,6 milioni di euro, in crescita del 40% EBITDA margin medio pari al 19,7%.

Tra i settori maggiormente rappresentati: Technology Services (34%), Commercial Services (20%), Health Technology (10%), Producer Manufacturing, Consumer Services ed Electronic Technology (7%).

Come previsto dall’art. 2351, c. 4 del codice civile, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino a un massimo di 10 voti, come modificato dalla legge 5 marzo 2024, n. 21 (“DDL Capitali”). Al 31 maggio 2026 le società che hanno adottato il voto plurimo sono 41, pari al 20% del totale. In prevalenza il moltiplicatore scelto è pari a 3x (9%), mentre l’8% ha scelto un moltiplicatore pari a 10x. Relativamente alla tempistica, in 35 casi su 41 (85%) è stato adottato in fase di IPO. La percentuale dei diritti di voto con voto plurimo sul totale dei diritti di voto si attesta in media al 72,6%. Il flottante medio delle società che hanno adottato il voto plurimo è superiore a quello delle altre società sia in IPO (27,5% rispetto al 25,8%), sia al 31 maggio 2026 (35,5% rispetto al 32,0%).

A differenza dei requisiti stabiliti per il listino principale, EGM non prevede criteri minimi di accesso in termini di capitalizzazione, dimensioni societarie, struttura di governo societario e numero minimo di anni di esistenza della società. Questo elemento, unitamente all’introduzione, nel 2020, del Segmento Professionale, ha permesso a molte società di quotarsi in fase di startup. L’Osservatorio ECM ha analizzato le società che si sono quotate entro il quinto anno dalla data di costituzione, così come riportata nel Documento di Ammissione, individuando un totale di 78 società (22% del totale). Escludendo le società costituite a seguito di fusione, scissione societaria, cessione di azienda o di ramo di azienda, sono state individuate 41 startup, pari al 12% del totale. Il 58,5% delle startup si è quotato entro il terzo anno dalla costituzione.

Su EGM risultano 28 società attive nell’AI (14% del mercato), di cui 5 in cui l’AI rappresenta il «core business» e 23 con in cui l’AI è presente nella «value proposition», con una capitalizzazione aggregati di €1,2 miliardi (il 12% della capitalizzazione totale dell’EGM).

L’”AI Index”, composto dalle 28 società AI ponderate per la capitalizzazione, mostra una performance del +17% nel 2025 (rispetto al +9% il FTSE Italia Growt) e del +11% nei primi 4 mesi 2026 (+5% il FTSE Italia Growth).

Le società AI presentano un flottante più elevato rispetto al resto dell’EGM (37,5% vs 31,9%)

Le 28 società AI nel 2025 hanno incrementato il fatturato complessivo, pari a 1.078 €M, +16,3% vs 2024 e il numero complessivo di dipendenti pari a 6.320, +12,1% vs 2024.

In media, la società AI presentano ricavi per €39,9 milioni, EBITDA Margin del 14% e una PFN di €7,4 milioni (con una contenuta leva di PFN / EBITDA di 1,3x).

Dalla survey emerge che la principale fonte di finanziamento è rappresentata dagli investitori istituzionali (per il 39% dei rispondenti), seguita dal capitale proprio (per il 33% dei casi) ed emerge la rilevanza degli investimenti in AI (il 35% investe annualmente tra 500-2.000 €K e iI 50% prevede di incrementare di almeno il 30% tali investimenti nei prossimi 3 anni).

Euronext Growth Milan si è dimostrato particolarmente adatto ad ospitare strumenti di finanza innovativa come le SPAC (Special Purpose Acquisition Company), veicoli di investimento che, attraverso la quotazione, raccolgono capitali con l’obiettivo di acquisire e successivamente fondersi con una società non quotata (target): a seguito dell’approvazione della Business Combination la società target accede alle negoziazioni. 27 SPAC hanno raccolto capitali su EGM (complessivamente 3.059 €MLD) e 20 hanno portato a termine la Business Combination. Nel 2026 Friends, quotatasi ad agosto 2025, ha realizzato la Business Combination con P.M.G. Italia, operatore industriale attivo nel settore della mobilità accessibile e dei servizi ad elevato impatto sociale.

Nell’azionariato delle 206 società quotate su EGM al 31 maggio 2026 sono presenti 125 Investitori Istituzionali, di cui 28 italiani (22%) e 97 esteri (78%). L’investimento complessivo è pari a 799 milioni di euro, di cui 439 milioni di euro (55%) detenuto da investitori istituzionali italiani e 360 milioni di euro (45%) detenuto da investitori esteri.

Tra gli investitori più attivi: BPER Banca, tramite Arca Fondi SGR (79 milioni di euro, 76 società partecipate), Algebris Investments (Luxembourg) SARL (70 milioni di euro, 50 società), First Capital (56,0 milioni di euro, 14 società), Alkemia SGR (55 milioni di euro, 6 società).

L’Italia evidenzia una riduzione del numero di investitori istituzionali (da #41 a #28) rispetto al 31 maggio 2025, legato principalmente a soggetti che detenevano poche e piccole posizioni; cresce infatti il valore dell’investimento complessivo (da 432 a 439 milioni di euro). Gli esteri crescono sia per numero di case di investimento che per valore investito. Tra i principali:

  • Francia è il 1° investitore con #26 case di investimento, pari al 20,8% del totale (tra cui Raymond James Financial, Credit Agricole e Philippe Hottinguer);
  • Germania (#16 case di investimento, tra cui Allianz, HC Capital, Discover Capital);
  • Svizzera (#12 case di investimento, tra cui Pharus, Cartesio, LFG+Zest e Banca del Sempione).

Per il 2026 IRTOP Consulting stima un numero target di società quotate pari a 215 e una capitalizzazione che raggiunge 12,3 miliardi di euro, con un incremento legato alla capitalizzazione delle nuove IPO e alla crescita dell’indice FTSE Italia Growth. I settori relativi ai nuovi collocamenti saranno rappresentati da Healthcare, AI, servizi e Industrial con una raccolta nel 2026 di circa 121 milioni di euro. Le variabili sulle quali è basata la stima riguardano l’impatto del Bonus IPO in funzione della misura stanziata di 3 milioni di euro, gli incentivi Quota Lombardia e Quota Liguria e la dimensione media della capitalizzazione delle nuove IPO, parametrata all’andamento dell’indice di riferimento. Nell’analisi si è inoltre tenuto conto del trend dei delisting (translisting sul mercato principale, OPA e delisting) dal 2017 ad oggi.

In tale contesto, si considera inoltre il potenziale impatto incrementale derivante dal lancio dell’iniziativa PMI2Change promossa da Banca Generali in collaborazione con Intermonte e Investlinx, tramite un ETF attivo PIR compliant collegato all’indice Intermonte Valore Italia. L’iniziativa prevede una raccolta fino a 100 milioni di euro nelle fasi iniziali e fino a 500 milioni di euro nel medio termine, con esposizione a un paniere di circa 100 società italiane sotto 1 miliardo di euro di capitalizzazione, di cui circa il 50% appartenenti a Euronext Growth Milan. Il programma è atteso generare un effetto progressivo sui titoli sottostanti, attraverso un miglioramento della liquidità e un potenziale sostegno alla performance dei prezzi, con conseguente impatto positivo indiretto sulla capitalizzazione di mercato del segmento nel corso del 2026.

Euronext Growth Milan si mostra più dinamico rispetto al mercato principale Euronext Milan e continua a superare EXM per numero di società quotate. Oltre al maggior numero di IPO che si registrano di anno in anno sul mercato EGM, il segmento growth ha contribuito alla crescita del listino regolamentato con 22 società (attualmente quotate) che hanno eseguito il translisting. Nel complesso, al 31 maggio 2026 Borsa Italiana accoglie 403 società: 197 su Euronex Milan (di cui 60 appartenenti al segmento STAR) e 206 su Euronext Growth Milan. In termini di capitalizzazione l’EGM rappresenta l’1% della capitalizzazione totale.

Nel periodo 2021-2026 i mercati growth europei mostrano una contrazione diffusa del numero di società quotate, più marcata per AIM London ed Euronext Growth Oslo. In controtendenza, Euronext Growth Milan continua a crescere fino al 2025 (da 174 a 212 società), per poi stabilizzarsi nel 2026 (206), confermandosi il mercato più dinamico sul fronte delle nuove quotazioni. In termini di capitalizzazione, EGM cresce solo parzialmente dopo la flessione 2022-2023 (da 8,0 miliardo di euro nel 2023 a 10,4 miliardi di euro nel 2026), restando nettamente sotto AIM London (79 miliardi di euro) e Paris (16,8 miliardi di euro). Ne emerge un mercato italiano più vivace in termini quantitativi, ma ancora di dimensione media inferiore rispetto ai peer europei.

Considerato l’elevato numero di PMI nel tessuto imprenditoriale italiano, EGM ha le potenzialità per raggiungere le dimensioni che oggi esprimono mercati come AIM UK, con 609 società quotate per una capitalizzazione di 79 miliardi di euro ed Euronext Growth Paris, che conta 286 società per una capitalizzazione di oltre 17 miliardi di euro.

L’Osservatorio ECM ritiene fondamentale legare la misura del CDI sui costi di IPO alla necessità di far raggiungere al mercato EGM una dimensione in linea con quella delle principali Borse estere sia in termini di numero di emittenti che di capitalizzazione. È necessario che la misura diventi strutturale e che l’importo del CDI venga mantenuto in 500 mila euro, in linea con gli attuali costi di IPO; sulla base delle IPO del periodo 2018-2025 che hanno visto una media di N. 26 PMI annue, stimiamo necessaria una misura annua complessiva non inferiore a 13 milioni di euro.

Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dalla riforma della previdenza complementare entrata in vigore il 1° luglio 2026, che introduce il meccanismo di adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti in assenza di una diversa scelta espressa. La misura è destinata ad aumentare progressivamente le risorse conferite alla previdenza complementare attraverso il TFR, accrescendo le masse gestite dai fondi pensione. Ciò rafforzerà il ruolo degli investitori istituzionali di lungo periodo, ampliandone la capacità di destinare una quota crescente dei patrimoni al finanziamento dell’economia reale e delle PMI quotate. Un modello che trova un significativo punto di riferimento nella Svezia, dove il sistema previdenziale, attraverso i fondi pensione pubblici e privati, rappresenta uno dei principali investitori istituzionali del Paese e contribuisce in modo strutturale allo sviluppo del mercato dei capitali e alla crescita delle imprese.