In uno scenario ancora complesso per l’industria chimica, caratterizzato dall’aumento dei costi energetici, dalle tensioni geopolitiche e da una crescente imprevedibilità della domanda, Green Oleo conferma la capacità di adattamento del proprio modello industriale. I risultati del primo semestre riflettono la flessibilità della società, che ha beneficiato anche della scelta strategica di concentrarsi su materie prime di provenienza europea, riducendo l’esposizione alle criticità delle catene di approvvigionamento internazionali.

“La flessibilità del nostro modello industriale e la scelta di concentrarci sulle materie prime europee ci hanno consentito di affrontare positivamente uno scenario complesso – commenta Beatrice Buzzella, amministratore delegato di Green Oleo -. Guardiamo con interesse alle opportunità di crescita nella cosmetica, soprattutto sui mercati asiatici, e continuiamo a valutare nuove acquisizioni per ampliare il nostro portafoglio di competenze e prodotti”.

I risultati del primo semestre arrivano in un contesto particolarmente complesso per l’industria chimica. Quali fattori hanno consentito a Green Oleo di affrontare questa fase e mantenere risultati positivi?

La semestrale dimostra come la nostra flessibilità ci abbia consentito di affrontare una situazione internazionale complessa. Le tensioni legate al blocco dello Stretto di Hormuz hanno comportato un aumento dei costi energetici, un fattore particolarmente rilevante per un’azienda energivora come la nostra. Allo stesso tempo, però, questa situazione ha determinato un incremento della domanda dei nostri prodotti e una riduzione della concorrenza dell’olio di palma, a causa delle difficoltà nei collegamenti marittimi con la Malesia.

In questo contesto siamo stati premiati anche da una scelta strategica compiuta alla fine del 2025: interrompere gli acquisti di olio di palma per concentrarci sulle materie prime europee, prevalentemente sego e derivati dell’olio d’oliva. Un ingrediente che non ha mai rappresentato una componente strategica del nostro approvvigionamento, avendo sempre avuto un peso assolutamente marginale sul totale delle materie prime acquistate. La decisione di abbandonarlo definitivamente e privilegiare filiere europee si è comunque rivelata particolarmente positiva nell’attuale scenario.

Guardando alla seconda parte dell’anno, quali sono le principali sfide che intravedete? L’evoluzione del quadro normativo europeo potrebbe rappresentare anche un’opportunità?

Ci troviamo in una situazione di grande incertezza, difficile da interpretare e da prevedere. Uno degli aspetti più evidenti riguarda il comportamento dei clienti, che oggi effettuano gli ordini con tempi molto più brevi rispetto al passato.

 

In questo scenario potrebbe tuttavia esserci un elemento favorevole per Green Oleo, rappresentato dall’entrata in vigore del regolamento europeo sulla deforestazione, l’EUDR. Per noi potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo, perché i nostri prodotti sono già conformi ai requisiti previsti dal regolamento.

Non possiamo sapere come evolverà il contesto internazionale, ma ci sono elementi che ci consentono di guardare ai prossimi mesi con fiducia.

La diversificazione delle applicazioni industriali è da sempre uno dei punti di forza di Green Oleo. Quanto conta oggi poter dialogare con settori differenti e come stanno cambiando le relazioni commerciali con i clienti?

Avere prodotti destinati a molteplici applicazioni rappresenta sicuramente un vantaggio. Ci consente di compensare eventuali rallentamenti di un settore con una maggiore domanda proveniente da altri comparti, rendendo il nostro modello di business più flessibile.

Quello che è cambiato sensibilmente negli ultimi anni è invece il comportamento dei clienti, soprattutto per quanto riguarda la programmazione degli acquisti. In passato era frequente ricevere ordini che coprivano un intero trimestre o, andando ancora più indietro nel tempo, anche sei mesi o un anno. Oggi questa modalità si è notevolmente ridotta e prevalgono sempre più spesso i cosiddetti ordini spot, non collegati a contratti di fornitura di lungo periodo.

Per noi questo significa avere una minore visibilità sull’andamento futuro della domanda, con conseguenti difficoltà nella pianificazione. È un comportamento che riflette la prudenza delle imprese di fronte a uno scenario internazionale nel quale eventi di natura diversa possono produrre ripercussioni immediate sull’economia.

Sul fronte internazionale, qual è oggi la distribuzione geografica delle vostre attività e quali mercati offrono le maggiori opportunità di sviluppo?

Storicamente il mercato italiano rappresenta circa il 40% delle nostre attività, mentre il restante 60% è realizzato all’estero, prevalentemente in Europa.

Continuiamo invece a guardare con interesse all’Asia, nonostante le criticità logistiche e il forte incremento dei costi di trasporto. Recentemente abbiamo nominato distributori per una linea di prodotti destinati alla cosmetica in Corea del Sud e in Cina. È un comparto che offre opportunità interessanti anche perché, in alcuni casi, i quantitativi commercializzati sono più contenuti rispetto ad altre applicazioni industriali, rendendo meno rilevante l’incidenza complessiva dei costi di trasporto.

La crescita nel settore cosmetico è stata accompagnata anche dall’acquisizione di KiaLab. Quale contributo sta apportando questa operazione e quali le prossime priorità sul fronte M&A?

Non abbiamo mai nascosto che una delle motivazioni alla base della quotazione di Green Oleo fosse proprio la possibilità di sostenere la crescita attraverso operazioni di M&A. L’obiettivo principale dell’operazione è stato acquisire nuove competenze e rafforzare il nostro know-how nel settore della cosmesi, che consideriamo strategico per lo sviluppo futuro.

Continuiamo a cercare nuove opportunità. In particolare, siamo interessati ad aziende attive nella produzione di ingredienti cosmetici, possibilmente con competenze specifiche negli attivi, ossia quei principi funzionali che vengono aggiunti alle formulazioni per conferire ai prodotti determinate proprietà.

È un segmento nel quale vediamo interessanti possibilità di crescita e che ci consentirebbe di ampliare ulteriormente il nostro portafoglio.