Con l’acquisizione de Il Foro Italiano e l’integrazione del suo patrimonio documentale nella piattaforma Open Legal, il Gruppo Simone rafforza la propria strategia di sviluppo nel mercato della conoscenza giuridica digitale. L’operazione consolida un posizionamento che punta sulla produzione di contenuti specialistici, destinati a diventare un elemento sempre più centrale nello sviluppo delle piattaforme di intelligenza artificiale applicate al diritto. “Il ruolo dell’editore – commenta Luca Misso, amministratore delegato del Gruppo Simone – diventa sempre più rilevante perché è l0unico in grado di certificare la qualità dei contenuti, il vero valore aggiunto per le piattaforme di Legal AI. Unire il nostro patrimonio di conoscenze, autori e contenuti con quello de il Foro Italiano fa di Simone un partner capace di esprimere un’offerta unica nel panorama italiano”.

Nel percorso di crescita e valorizzazione dei contenuti rientra anche l’ultima acquisizione: il 100% di Società Editrice Dante Alighieri S.r.l., editore specializzato in opere di area umanistica e detentore, tra l’altro, dei diritti e del marchio “Rocci, dizionario Greco-Italiano”, opera di riferimento nel panorama degli studi classici italiani. L’acquisizione si inserisce nella strategia del Gruppo volta al consolidamento del presidio nel segmento scolastico umanistico e alla valorizzazione di asset editoriali storici attraverso l’integrazione industriale e commerciale con il proprio catalogo Simone per la Scuola, già molto apprezzato proprio nel segmento specifico presidiato dalla società Target.

L’acquisizione de Il Foro Italiano completa un percorso di crescita già avviato. Qual è il valore strategico dell’operazione?

Oggi il nostro gruppo propone un’offerta unica nel panorama italiano. Riusciamo a coprire l’intero percorso della formazione giuridica: dagli studenti e dai candidati ai concorsi fino ai professionisti, ai magistrati e al mondo accademico. Con Il Foro Italiano completiamo questa filiera e aggiungiamo un patrimonio editoriale che rappresenta autorevolezza, storia e prestigio. È un tassello fondamentale che rafforza tutta la nostra offerta e che potrà essere valorizzato lungo tutte le direttrici di sviluppo del gruppo.

Negli ultimi mesi avete annunciato diverse partnership con operatori della Legal AI. Come sta cambiando il ruolo di Simone?

Stiamo diventando un interlocutore imprescindibile per chi sviluppa soluzioni di Legal AI. Oltre alle collaborazioni già annunciate, abbiamo altri accordi già sottoscritti e ulteriori interlocuzioni in fase avanzata. Mettiamo insieme contenuti autorevoli, un forte patrimonio editoriale e la capacità, tipica della Simone, di produrre testi aggiornati con rapidità sulle novità normative. È una combinazione che oggi il mercato ricerca con sempre maggiore interesse.

Che cosa significa integrare il patrimonio editoriale de Il Foro Italiano all’interno di Open Legal?

Portare un patrimonio costruito in oltre 150 anni di storia all’interno degli strumenti con cui i professionisti lavoreranno sempre di più. Le piattaforme di Legal AI consultano banche dati pubbliche e normativa, ma hanno bisogno anche di contenuti editoriali qualificati. Integrando oltre un milione di documenti tra giurisprudenza, massime e commenti d’autore, l’utente può affiancare ai dati pubblici anche interpretazioni autorevoli, rendendo la ricerca molto più completa ed efficace.

Quanto pesa oggi la qualità dei contenuti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata al diritto?

È l’elemento decisivo. L’intelligenza artificiale può elaborare enormi quantità di informazioni, ma ha bisogno di fonti affidabili. Nel diritto non basta riportare una norma: servono interpretazioni, commenti, competenze riconosciute. Per questo gli operatori cercano partnership con gli editori. È il modo per garantire autorevolezza ai risultati prodotti dall’intelligenza artificiale.

Come cambia il ruolo dell’editore?

Diventa ancora più importante. Se un commento a una norma è firmato da un grande giurista assume un valore completamente diverso rispetto a un contenuto anonimo o generato automaticamente. L’editore certifica la qualità del contenuto, seleziona gli autori e garantisce affidabilità. È questo il vero valore aggiunto che possiamo offrire.

L’ingresso de Il Foro Italiano amplia anche il vostro network di autori.

Assolutamente. Oggi possiamo contare su un patrimonio straordinario di professori e giuristi che negli anni hanno costruito la storia della rivista. Alcuni sono già coinvolti nei nostri nuovi progetti editoriali e questo rafforza ulteriormente la qualità della nostra produzione.

Quali sono le prospettive di crescita del gruppo?

Storicamente il nostro business è stato costruito sul libro cartaceo, che continua a rappresentare uno strumento fondamentale per studenti e concorsisti. Oggi, però, la Legal AI apre nuove opportunità soprattutto nel mercato professionale, che negli ultimi anni aveva progressivamente abbandonato il libro tradizionale. I nostri contenuti potranno raggiungere questi utenti attraverso le nuove piattaforme digitali, consentendoci di valorizzare ancora di più il lavoro editoriale.

Guardate anche ai mercati internazionali?

Nel settore giuridico, almeno per il momento, no, perché il nostro valore è strettamente legato ai contenuti proprietari e al sistema normativo italiano. L’internazionalizzazione riguarda invece il comparto della varia, dove abbiamo già avviato un percorso importante con l’acquisizione della casa editrice francese Éditions Memo e con una strategia orientata ad ampliare la distribuzione dei nostri prodotti in un numero crescente di Paesi.