MILANO (PMInews.it) – Xenia SB e Nomisma condividono i risultati della prima fase del progetto Mapping the Tourism’ Opportunities, l’analisi congiunturale sul turismo italiano.
In un contesto macroeconomico segnato dalle tensioni geopolitiche, dal rincaro energetico e da consumi domestici sotto pressione, il turismo italiano conferma una resilienza strutturale: le presenze crescono, la domanda internazionale si rafforza e l’interesse degli italiani per il viaggio resta elevato nonostante la cautela che caratterizza gli altri ambiti di spesa. È quanto emerge dall’analisi di contesto condotta da Nomisma per Xenia nell’ambito del progetto Mapping the Tourism’ Opportunities, finalizzato a identificare dimensioni, trend e attrattività dei territori italiani.
Lo studio, basato su un’approfondita analisi desk di fonti primarie e secondarie, restituisce un quadro articolato che intreccia lo scenario congiunturale generale con le dinamiche specifiche del comparto ricettivo.
L’analisi individua una serie di tendenze strutturali che contribuiscono a definire il contesto in cui opera il settore:
- Rallentamento della crescita economica globale, condizionata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’andamento dei prezzi energetici.
- Ripresa dell’inflazione in Italia, con impatti concreti su famiglie e imprese. Il differenziale tra dinamica salariale e inflazionistica resta ancora negativo a -7,1 punti, segnalando una perdita di potere d’acquisto non ancora recuperata rispetto ai livelli pre-2021.
- Consumi ancora deboli e orientati alla cautela, con un’elevata incidenza delle spese obbligate — affitti, bollette, trasporti e salute — che pesano per il 70% sul budget delle famiglie italiane, lasciando margini ridotti per la spesa discrezionale. Evoluzione del comportamento dei consumatori verso scelte più pragmatiche, con il risparmio che guida e orienta le scelte del 42% della popolazione italiana.
All’interno di questo scenario, si registra una buona tenuta del settore turistico nel suo complesso, con una crescita trainata principalmente dalla componente internazionale. Nello specifico, nel 2025 l’Italia ha registrato 138,4 milioni di arrivi e 476,9 milioni di presenze complessive, confermandosi quarto paese europeo per arrivi e secondo per presenze, con il 15% del totale presenze del continente. Lo studio mette in evidenza anche l’incremento delle presenze turistiche a fronte di una dinamica più debole degli arrivi domestici: nel 2025 le presenze totali crescono del +2,3% rispetto al 2024, trainate dai flussi stranieri (+4,3%), mentre quelle italiane restano stazionarie. Il peso della componente straniera sul totale presenze raggiunge il 56%, confermando l’internazionalizzazione strutturale della domanda turistica italiana.
Al contempo, in Italia il comparto alberghiero si conferma il canale ricettivo di riferimento: con il 67,7% degli arrivi e il 60,4% delle presenze totali, gli hotel restano il punto d’accesso principale al turismo italiano. Nel 2025 le presenze alberghiere crescono del +1,4%, con una tendenza all’allungamento dei soggiorni — la permanenza media sale a 3,1 notti — che segnala una domanda più matura e orientata alla qualità dell’esperienza. I dati del primo trimestre 2026 ci consegnano un quadro incoraggiante per il settore turistico nazionale, con la domanda che cresce del +4,2% in termini di arrivi e del +7,5% in termini di presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.
Parallelamente, la componente straniera continua a fare da traino: +10,2% di arrivi e +12,3% di presenze internazionali nel solo primo trimestre. Sul fronte della spesa, nei primi tre mesi dell’anno i turisti stranieri hanno già speso 9,1 miliardi di euro, il 5,4% in più rispetto a un anno fa.
Se a trainare la crescita resta il comparto extra-alberghiero, con arrivi a +13,1% e presenze a +14,7% nel primo trimestre, anche il comparto alberghiero mostra segnali incoraggianti: nonostante arrivi in calo, le presenze crescono del +3,9% con gli ospiti stranieri a +6,5%, con soggiorni che si allungano, segnale di una clientela sempre più orientata a un’esperienza di soggiorno ricca e prolungata.
“I dati che emergono dalla ricerca ci rendono fiduciosi per il prosieguo della stagione, con prospettive positive per la domanda turistica nel nostro Paese. «Nonostante molteplici fattori di incertezza e la pressione economica che caratterizza questa fase, il viaggio si conferma tra le forme di gratificazione personale più ricercate, seconda solo al tempo trascorso con amici e familiari, a dimostrazione del fatto che la propensione al turismo resta solida anche in un contesto di consumi complessivamente cauti” – afferma Paola Piccioni, Senior Project Manager di Nomisma.
“L’internazionalizzazione della domanda e l’allungamento della permanenza media sono probabilmente la nuova normalità del ricettivo italiano. Per Xenia che – sia come operatore che come gruppo alberghiero – ha scelto di presidiare prevalentemente le destinazioni Tier 2 e territori meno presenti nelle rotte principali, questi dati offrono una chiave di lettura che riteniamo molto positiva e che supporta l’orientamento della nostra vision. La collaborazione con Nomisma è molto importante per noi anche per la possibilità di leggere lo scenario in modo chiaro e fare scelte industriali in modo più informato” – afferma Ercolino Ranieri, CEO di Xenia S.p.A. Società Benefit.